Mercoledì otto aprile siamo andati in gita all’Accademia Navale!
Sapete qual è la prima cosa che ci hanno raccontato all’Accademia? Che in passato, già a sei anni, saremmo potuti diventare allievi ufficiali!!! Proprio per questo le divise hanno tanti bottoni sulle maniche: non sia mai che i giovanissimi allievi bambini volessero pulire il naso gocciolante sulla manica della giacca; con tutti quei bottoni dorati si sarebbero graffiati il naso!
Nel piazzale degli allievi abbiamo scoperto che gli allievi indisciplinati vengono puniti facendogli fare tanti giri di corsa. Ma è enorme e non possono nemmeno indossare le scarpe da ginnastica. Quando arrivano al centesimo giro di corsa, devono anche suonare una campana per avvisare tutti!
Il brigantino interrato era bellissimo e, anche se abbiamo insistito tanto, non ci hanno fatto salire sopra e abbiamo potuto solo ammirarlo da fuori. Dopo la merenda sul piazzale vista mare, finalmente ci hanno portato al planetario: abbiamo attraversato corridoi lunghi e fatto tante scale, dove ci hanno chiesto di provare a fare silenzio per non disturbare i giovani futuri ufficiali… ma a un certo punto è squillata una tromba e abbiamo fatto trambusto anche noi.
Per vedere le stelle hanno spento tutte le luci, ma proprio tutte, ed era proprio buio… e così sul soffitto è apparso il sole che è velocemente tramontato per far sorgere le costellazioni: la vanitosa Cassiopea con sua figlia Andromeda, il cacciatore Orione dal lato opposto al suo nemico Scorpione e naturalmente la Stella Polare, tanto importante per tutti i marinai perché indica il Nord.
E poi? Siamo diventati davvero ufficiali e nel simulatore di plancia abbiamo comandato la nostra nave, evitando la collisione con altre navi e individuando un sottomarino mentre fuori c’era la tempesta. Che onde… e le maestre? Loro hanno avuto il mal di mare, ma noi no!!
Ma gli ufficiali ci hanno lasciato un compito speciale: nella stanza delle bandiere ci hanno raccontato che gli allievi di ogni classe, per quattro giorni, vengono chiusi in una stanza della Vespucci con stoffe, ago e filo e devono cucire la loro bandiera… ma la parte difficile non è cucirla, bensì decidere tutti insieme come farla, scegliere colori e disegno. Quando escono con la bandiera pronta sono diventati una classe unita, perché hanno imparato ad ascoltarsi e a decidere insieme. Ecco il nostro compito: diventare davvero una classe unita, capace di ascoltare tutti e di andare d’accordo.
Grazie Marina Militare, ci proveremo anche noi!
La Classe delle Giraffe
della Scuola Maria Ausiliatrice
