Oggi, 18 febbraio 2026, nelle due sedi del Polo Scolastico FMA di Livorno — l’Istituto Maria Ausiliatrice e l’Istituto Santo Spirito — la comunità educativa ha vissuto con partecipazione il rito dell’imposizione delle Ceneri, momento che segna l’inizio del cammino quaresimale per studenti di ogni ordine e grado. In entrambe le sedi di Livorno, l’esperienza […]

Oggi, 18 febbraio 2026, nelle due sedi del Polo Scolastico FMA di Livorno — l’Istituto Maria Ausiliatrice e l’Istituto Santo Spirito — la comunità educativa ha vissuto con partecipazione il rito dell’imposizione delle Ceneri, momento che segna l’inizio del cammino quaresimale per studenti di ogni ordine e grado.

In entrambe le sedi di Livorno, l’esperienza è stata proposta con linguaggi e modalità adatte alle diverse età, affinché il significato spirituale del gesto potesse essere compreso interiormente e tradotto in scelte concrete di crescita personale.

Presso l’Istituto Maria Ausiliatrice, il parroco don Marco Deflorio ha guidato i bambini della scuola primaria con una riflessione semplice ma incisiva, affidata a tre immagini simboliche:

  • Gli occhiali, per imparare a vedere meglio i bisogni degli altri e sviluppare uno sguardo attento e solidale.

  • Lo specchio, per guardarsi dentro con sincerità e scegliere piccole rinunce capaci di migliorare se stessi.

  • Il cellulare, per restare in contatto con il Signore ogni giorno, come si fa con un amico, magari con un messaggio, una preghiera o un pensiero condiviso — proprio come su WhatsApp.

Attraverso oggetti familiari al loro vissuto quotidiano, i bambini hanno potuto cogliere il senso profondo della Quaresima come tempo di allenamento del cuore, fatto di attenzione, consapevolezza e relazione.

Il rito delle Ceneri, vissuto insieme come comunità scolastica, non è stato soltanto un momento liturgico, ma una vera proposta formativa. Ha offerto agli studenti l’occasione di fermarsi, riflettere e interrogarsi sul proprio stile di vita, favorendo lo sviluppo di competenze interiori fondamentali: l’autoconsapevolezza, l’empatia, il senso di responsabilità e la capacità di scegliere il bene.

Educare alla spiritualità, infatti, significa accompagnare i giovani a leggere la realtà con profondità e a scoprire che ogni gesto quotidiano può diventare occasione di crescita. In questo senso, la celebrazione condivisa ha rafforzato il valore identitario delle scuole FMA: essere luoghi dove istruzione e formazione umana camminano insieme.

Il segno discreto della cenere, posato sulla fronte, si è così trasformato in un seme educativo: piccolo, essenziale, ma capace di generare nei ragazzi domande, propositi e desiderio di bene — proprio ciò che rende la scuola non solo spazio di apprendimento, ma autentica palestra di vita.

Beatrice Neroni