Unire la storia, la tecnologia, le scienze e il rispetto per l’ambiente in un’unica, grande aula a cielo aperto: è questo lo spirito che ha accompagnato le classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado del Polo Scolastico FMA di Livorno nella loro recente uscita didattica alle Colline Livornesi. Punto focale dell’itinerario è stato l’Acquedotto […]

Unire la storia, la tecnologia, le scienze e il rispetto per l’ambiente in un’unica, grande aula a cielo aperto: è questo lo spirito che ha accompagnato le classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado del Polo Scolastico FMA di Livorno nella loro recente uscita didattica alle Colline Livornesi.

Punto focale dell’itinerario è stato l’Acquedotto Leopoldino di Colognole, un’opera monumentale progettata nell’1800 e ancora oggi infrastruttura fondamentale e funzionante per la città di Livorno. L’iniziativa, nata all’interno del piano di studi di Tecnologia (con focus sulle infrastrutture urbane e il ciclo dell’acqua) e di Scienze (per l’analisi dell’ecosistema locale), si è rivelata una straordinaria avventura sul campo.

La giornata è iniziata con un salto indietro nel tempo grazie alla visita agli antichi mulini, oggi non più funzionanti, che un tempo sfruttavano la forza motrice del fiume Camorra. Accompagnati da esperte guide, i ragazzi hanno scoperto la storia della nascita dei mulini, l’importanza vitale del pane nella società del passato e il funzionamento tecnico dei mulini ad asse orizzontale. Divisi in piccoli gruppi, gli studenti hanno potuto esplorare la camera dell’ingranaggio dove, con grande sorpresa, si sono messi alla ricerca del “Dolichopoda schiavazzii”, un piccolo e rarissimo insetto (una cavalletta cavernicola) che vive esclusivamente nei monti livornesi.

Successivamente, il gruppo si è inoltrato nel fitto del bosco. Sulle rive di un ruscello è stata fatta una sosta per la merenda: un’occasione perfetta per riflettere sull’importanza di questo fragile habitat e sulle buone norme da tenere per non sconvolgere la natura circostante.

La camminata verso le sorgenti dell’acquedotto ha riservato continue meraviglie: gli alunni hanno assistito dal vivo al suggestivo “volo nuziale” delle formiche e hanno osservato da vicino il radicale mutamento del paesaggio geologico, passando dalle rocce calcaree a quelle serpentinitiche. Guidati dagli esperti, i ragazzi hanno così approfondito lo studio del suolo, il celebre Ciclo di Wilson sulla dinamica delle placche terrestri, imbattendosi anche in frammenti di asbesto.

Raggiunte le sorgenti, le classi hanno percorso a piedi un tratto dell’acquedotto, potendo ammirare la maestosità delle storiche costruzioni dei condotti e delle vasche di decantazione. Le guide hanno ripercorso la storia della nascita di Livorno e della conseguente, urgente necessità di rifornire la città di acqua potabile, illustrando le varie idee progettuali dell’Ing. Salvetti fino ad arrivare all’opera definitiva e grandiosa dell’architetto Pasquale Poccianti.

Durante il cammino di rientro, la ricca flora della macchia mediterranea ha fatto da splendida cornice: i ragazzi hanno imparato a riconoscere piante e arbusti come il ginepro, il mirto, l’asparagina e il pungitopo, facendo anche l’incontro ravvicinato con una simpatica luscengola (un piccolo rettile della zona).

L’uscita si è conclusa tra l’entusiasmo generale e la stanchezza della camminata, dimostrando ancora una volta come la natura sia la cattedra più bella per far vivere ai ragazzi momenti di gioia, condivisione e crescita insieme!

Sara Merlo