Livorno, 2 febbraio 2026 – Teatro Goldoni tutto esaurito per ALADIN, il celebre musical di Maurizio Colombi e Davide Magnabosco, portato in scena dal Polo Scolastico FMA di Livorno sotto la regia di Marco Mazzi. Un vero sold out, che ha visto il teatro gremito in ogni ordine di posti, a testimonianza dell’attesa e dell’entusiasmo […]

Livorno, 2 febbraio 2026 – Teatro Goldoni tutto esaurito per ALADIN, il celebre musical di Maurizio Colombi e Davide Magnabosco, portato in scena dal Polo Scolastico FMA di Livorno sotto la regia di Marco Mazzi. Un vero sold out, che ha visto il teatro gremito in ogni ordine di posti, a testimonianza dell’attesa e dell’entusiasmo che questo progetto educativo e artistico ha saputo generare.

Protagonisti assoluti della serata sono stati i bambini e i ragazzi del Polo Scolastico FMA, affiancati dall’Oratorio Mondogiovane – realtà che riunisce ex-alunni, animatori, giovani, docenti, genitori e simpatizzanti – insieme ad alcuni giovani dell’Oratorio dei Salesiani di Livorno. Una comunità educativa allargata che, ancora una volta, ha saputo fare rete, trasformando il palcoscenico in uno spazio di crescita, condivisione e bellezza.

Elemento di grande valore artistico ed educativo è stato il fatto che tutto il musical è stato cantato rigorosamente dal vivo dai giovani dell’Oratorio coordinati da Dimitri Cappagli. Una scelta impegnativa, che ha richiesto preparazione, costanza e lavoro di squadra, ma che ha restituito al pubblico un’esperienza autentica e intensa, capace di trasmettere emozioni vere e partecipazione profonda.

La scelta di Aladin non è stata casuale. La storia del giovane protagonista, povero ma ricco di sogni, che attraversa prove, tentazioni e paure prima di scoprire il valore autentico della libertà, dell’onestà e dell’amore, rispecchia pienamente il cammino educativo caro a don Bosco. Aladin non diventa grande grazie alla ricchezza o al potere, ma grazie alla fiducia, all’amicizia e alla capacità di scegliere il bene: un messaggio forte e attuale, soprattutto per i più giovani.

Lo spettacolo si inserisce nei festeggiamenti per la festa di don Bosco, padre e maestro della gioventù, e ne incarna lo stile: allegria, protagonismo dei ragazzi, educazione che passa attraverso il gioco, l’arte e il “fare insieme”. Come nei cortili salesiani, anche sul palco del Goldoni si respirava un clima di famiglia, dove ciascuno ha trovato il proprio posto e il proprio talento.

La regia di Marco Mazzi ha saputo valorizzare le energie dei giovani interpreti, accompagnandoli in un percorso che è stato prima di tutto educativo. Canti, coreografie (realizzate oltre che da Marco Mazzi anche dalle docenti del Polo Laura Balzano, Michela Gazzarri, Antonella Giandalia, Cristina Simonti, Paola Spallino, Elena Turchi, Giulia Turchi) e scene spettacolari hanno dato vita a un racconto dinamico, ma sempre attento alla centralità della persona, alla collaborazione e al rispetto reciproco.

In Aladin riecheggia uno dei pilastri del carisma salesiano: educare “buoni cristiani e onesti cittadini”, aiutando i ragazzi a credere nei propri sogni senza scorciatoie, a non lasciarsi sedurre dal potere facile, ma a costruire il bene giorno dopo giorno. Proprio come insegnava don Bosco, con il sorriso, la fiducia e una presenza educativa che accompagna.

Il lungo applauso finale, in un Teatro Goldoni completamente pieno, non è stato solo un riconoscimento artistico, ma un grazie sincero a una comunità che continua a credere nei giovani e nella forza dell’educazione. Una serata di festa, di musica e di speranza, che ha ricordato a tutti che – come diceva don Bosco – “l’educazione è cosa di cuore” e, quando nasce dal cuore, arriva dritta al cuore.

Matteo Pantani

foto di Andrea Dani